Adolescenti sregolati
Quando mi sono accorto che ero nato muto ho pensato di piangere sempre per farmi capire da mamma e papà. Ma è stato tutto inutile perché i miei genitori hanno invece pensato che piangevo perché ero nato cattivo (Gabriele, sette anni)Maestro: Cos’è il tempo?
Emanuele: Il tempo è la morte che ti prende un po’ alla volta
Morire vuol dire andare in un altro mondo dove non si ha più paura di morire (Tommaso, nove anni)
Spesso genitori ed educatori domandano come insegnare il rispetto delle regole a figli o ad allievi. Gli adulti, preoccupati dei comportamenti scapestrati dei giovani, vorrebbero fermarli, ma non ci riescono. E non è che i grandi siano degli incapaci.
La cattiva condotta dei giovani riguarda il fatto che è venuta meno la trasmissione di alcune di quelle consapevolezze interiori che aiutano a capire il senso della vita. Capirne il significato implica infatti comprendere che l’esistenza è quel segmento che unisce la nascita con la morte. La vita ha allora una regola fondamentale: si viene al mondo e si lascia il mondo. La storia personale di ciascuno assume allora uno scopo solamente se si pensa a come spendere il tempo tra questi due punti.

